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L'atmosfera di Maribor
Maribor è una delle città più soleggiate della Slovenia. Ed essendo la seconda più città della Slovenia
per numero di abitanti, offre tutti i servizi di cui i residenti
possono aver bisogno.
Anche se è una grande città, è circondata dal verde, quindi è possibile passare velocemente dal centro storico e dalle passeggiate
lungo il fiume Drava alle colline dei vigneti circostanti,
percorrendo una delle numerose strade del vino presenti, oppure
salire sul Monte Pohorje, apprezzato dagli abitanti di Maribor e e
dai turisti per le sue piste da sci innevate in inverno e per i rilassanti prati verdi in
estate.
Se siete amanti delle bevande, oltre ai vini da degustare nelle enoteche del centro storico o nelle zone di produzione collinari, potrete provar la birra locale
Lasko, che gli abitanti di Maribor considerano decisamente superiore alle birre prodotte a Lubiana. La rivalità tra Maribor e Lubiana non si limita alla birra: infatti
il calcio anima buona parte della popolazione e girando per Maribor potrete trovare drappi viola e gialli, i colori della quadra della città.
Persone famose vissute a Maribor
Admiral Tegetthoff (1827 - 1871)
Archduke Janez (1782 - 1859)
Drago Jančar
Irena Polanec
Josip Jurčič (1844 - 1872)
Leon Štukelj (1898 - 1999)
Rudolf Maister (1874 - 1934)
Tone Partljič
Zlatko Zahovič
Alfonz Šarh - Iztok (1893 - 1943)
Arnold Tovornik (1916 - 1976)
Franc Minařik (1887 - 1972)
Ivan Jožef Tomažič (1876 - 1949)
Josip Primožič - Tošo (1900 - 1985)
Mima Jaušovec
Slava Klavora (1921 - 1941)
Vekoslav Grmič (1923 - 2005)
Zora Janžekovič
Anton Martin Slomšek (1800 - 1862)
Bogo Teply (1900 - 1979)
Hugo Wolf (1860 - 1903)
Janko Glazer (1893 - 1975)
Josip Priol (1889 - 1969)
Pavel Turner (1842 - 1924)
Slavko Tihec
Zlata Vokač (1926 - 1995)
Zoran Predin
Breve storia della città di Maribor
Nella zona di Maribor ci sono tracce di insediamenti relativi
all'Età della Pietra e di insediamenti celtici. Inoltre nella zona
attualmente occupata si trovava la città romana di Rustica.
Fu nel 1164 che venne ordinata la costruzione di un primo castello
dal sovrano della Carinzia, Bernhard Speinheim.
Il villaggio che si sviluppo ai piedi della struttura di difesa
prese in nome di Maribor. Crescendo rapidamente raggiunse lo stato
di città nel 1254. Appena l'anno dopo, gli abitanti iniziarono la
costruzione delle mura difensive lunghe 2 km. Le mura furono
fortificate con 4 torri.
La torre della Giustizia, la torre Tscheligi , la torre dell'acqua e
la torre dei Diamanti servirono a proteggere la città dagli attacchi
dei turchi. Maribor infatti venne assediata due volte dagli invasori
turchi, ma la città rimase sotto il controllo degli Asburgo fino
alla fine della prima guerra mondiale, quando Rudolf Maister
organizzò un operazione militare che assicurò Maribor e l'area
circostante all'appena costituito Regno di Serbi, Croati e Sloveni.
Prima della guerra la città era popolata: 80% tedeschi etnici e 20%
sloveni, ma gran parte del capitale e della vita pubblica era in
mano tedesca. L'area circostante era popolata quasi esclusivamente
da sloveni, anche se molti tedeschi vivevano in piccole città come
Ptuj. Dopo la guerra, molti tedeschi emigrarono in Austria, ma negli
anni '30 rappresentavano ancora più del 25% della popolazione.
Nel 1941 l'intera parte jugoslava della Stiria venne annessa al
Terzo Reich. Adolf Hitler visitò la città e tenne un discorso dal
balcone del municipio, ordinando ai suoi seguaci di "rendere questa
terra di nuovo tedesca". Venne accolto da una grossa folla che
acclamò il suo discorso. La città, un grosso centro industriale con
un'estesa industria degli armamenti, venne bombardata
sistematicamente dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale.
Dopo la liberazione del 1945, la città capitalizzò la sua vicinanza
all'Austria e la sua manodopera esperta, e si sviluppò come un
importante centro di transito, industriale e culturale della
Slovenia orientale. Dopo la secessione della Slovenia dalla
Jugoslavia nel 1991, la perdita del mercato jugoslavo mise a dura
prova l'economia cittadina, basata sull'industria pesante,
producendo dei livelli record di disoccupazione di quasi il 25%. La
situazione e migliorata a partire dalla metà degli anni '90, con lo
sviluppo della piccola e media impresa.
Tradizioni
Già nel diciannovesimo secolo gli abitanti di Maribor non apprezzavano più i semplici abiti diffusi allora. Si cominciarono quindi a provare nuovi tagli e aggiunte
di a tessuti e decorazioni, arrivando a stili diversi utilizzati nel cuore della città e nelle campagne circostanti, oltre a vestiti preparati per l'utilizzo solo nelle feste.
Lo strumento musicale tipico di Mribor è la zvegla, una specie di piffero.
I balli tipici della Stiria orientale riprendono quelli diffusi in tutta la Slovenia. Alcuni balli assomigliano inoltre quelli della vicina Prekmurje
Per quanto riguarda la cucina e l'ospitalità, già i viaggiatori medioevali descrivevano gli abitanti della zona di Maribor come cordiali. Marivor, essendo situata in un punto di transito per la Carinzia, è sempre stata un centro con una forte presenza di osterie, ristoranti e alberghi, che hanno sempre
costituito una importante fonte di lavoro. Gli albergatori, insieme alle autorità e al clero hanno avuto un ruolo importante nella vita politica, sociale ed economica
della zona.
Fino all'inizio del ventesimo secolo, la cucina riservata ai viaggiatori era totalmente differente dall'alimentazione abituale della popolazione locale. Poichè si trattava
di viaggiatori in transito che si fermavano per un giorno, si preparavano cibi da consumare in viaggio, a base di maiale essicato. Solo dopo la seconda guerra mondiale, con l'arrivo di un
maggior numero di turisti, si cominciarono a servire anche negli alberghi i piatti tipici della tradizione di Maribor e i vini della zona. Le colline di
Maribor producono principalmente
vini bianchi con basso tasso alcolico e alta acidità. I vini più diffusi della zona sono : laški rizling, zeleni silvanec, renski rizling, chardonnay e pinot. Se desiderate provare i vini di Maribor,
il consiglio è quello di non limitarsi alle enoteche cittadine, ma di muoversi nella zona collinare lungo le strade del vino, passando da fattoria a fattoria entrando direttamente in
contatto con i produttori.
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